Donne di Cuori è una nuova Associazione del territorio bresciano che negli intenti vuole accogliere e condividere vissuti ed esperienze con donne che cercano un punto di riferimento e un confronto su tematiche femminili e, soprattutto, lesbiche. Il nostro modo di fare politica sarà quello di esserci, nelle piazze, tra la gente, mostrando i nostri volti e promuovendo la cultura LGBT in tutte le forme che ci appartengono, al fine di ricostruire un’immagine di noi, donne lesbiche, scevra da ogni tipo di pregiudizio.


NEWS DAL MONDO

LA NUTELLA NON È ROBA DA LESBICHE

La campagna pubblicitaria francese della Nutella permette a tutti i consumatori francesi di scrivere un messaggio sull'etichetta del barattolo.
Vietate parole come:
lesbica,
obesità,
sovrappeso,
diabete,
musulmano,
condizioni al quale il famoso marchio piemontese non vuole essere legato.


Di fronte alle proteste delle associazioni Lgbt francesi che considerano assurda questa decisione, l'Azienda risponde:"Abbiamo eliminato le parole che potrebbero essere offensive o soggette ad attacchi"
Dichiarazione piuttosto discutibile visto che le parole "gay" e "omosessuale" sono ammesse.

Sembra inutile ricordare che la fatica ad immaginare l'amore tra due donne sia alla base di un pregiudizio di genere e non smetteremo mai di ricordare che "Lesbica non è un insulto!"








LA DIFFERENZA DI ETÀ NELLE COPPIE LESBICHE

Secondo un sondaggio, le donne lesbiche sono maggiormente attratte da donne più anziane di loro.

Attraverso questo studio (Ultimate Lesbian Sex Survey),  la maggior parte delle intervistate di età compresa tra 18 a 29 anni sono attratte da donne più vecchie di 5-10 anni.
E una gran parte delle intervistate di età superiore ai 30 anni è attratta da donne più giovani di  5-10 anni.

Qualsiasi sia il motivo, l'età tra le coppie lesbiche non sembra essere importante e, per questo, abbiamo selezionato solo alcune coppie lesbiche 'famose' in cui, malgrado la differenza di età, il successo della coppia è sotto gli occhi di tutti.


Julia Leminova (42 anni), Miss Universo nel 1991 e Martina Navratilova (58 anni) dopo 6 anni hanno deciso di sposarsi malgrado i 16 anni di differenza di età.
Jenny Shimizu (47 anni, ex di Angelina Jolie) e Michelle Harper (36 anni), 11 anni di differenza
Ellen DeGeneres (57 anni) e Portia De Rossi (42 anni), sono la coppia più conosciuta nel mondo lesbico.   
Fiona Shaw, conosciuta  per il ruolo di zia Petunia in Harry Potter, ha 56 anni mentre la sua compagna, Saffron Burrows, 42.
Sarah Paulson (40 anni)  ha 18 anni di differenza con Cherry Jones che ne ha 58.
Clementine Ford,  attrice che interpreta Molly in L-Word, ha 35 anni e  Linda Perry 49.


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ELLEN RISPONDE CON IRONIA AD UN PASTORE CRISTIANO

Ellen,  in monologo nel programma The Ellen DeGeneres Show, risponde alle accuse a lei rivolte dal pastore cristiano Larry Tomcazk sul quotidiano Christian The Christian Post. Secondo l'articolo  del pastore Ellen, con le sue programmazioni gay celebra il suo lesbismo, invadendo le case ed incoraggiando i giovani a seguire le sue orme, promuovendo l'omosessualità.

La risposta:

" Di solito non leggo qualcosa su di me, non seguo i tabloid o Internet, a meno che, naturalmente, si parli della mia gravidanza: Come potrei scoprire diversamente che sono incinta? Ma ho sentito c'era un articolo scritto su di me, e bene, dopo averlo letto, mi piacerebbe affrontare alcuni punti. Innanzitutto, io non sono sposata tra virgolette (facendo il segno con le dita del virgolettato, alludendo alle dichiarazioni in cui si sosteneva che il suo non fosse un vero matrimonio).

Sono solo sposata e questo è tutto".
E, lanciando coriandoli aggiunge:"Larry, non so nemmeno cosa intendi per 'celebrare il mio lesbismo'..Immagino possa farlo ... Ehi, io sono gay!"


"Nell'articolo, il pastore critica un sacco di programmi televisivi che promuovono l'omosessualità. Dice che nella serie Glee ci sono più di cinque personaggi gay. Che in Modern Family c'è un matrimonio gay. Che Anderson Cooper vanta la sua omosessualità. Direi che Larry sta vedendo un sacco di televisione gay ". 
"La soluzione sarebbe che i genitori animassero i propri figli a vedere i classici televisivi come  'La casa nella Prateria' o 'Io amo Lucy'. Non sono sicura che 'Io amo Lucy' sia un buon esempio per i bambini: sta tutto il tempo a mangiare cioccolato e questo non dovrebbe essere un buon esempio per i bambini "
"Dopo aver fatto una ricerca ho trovato questo ..." (mostra un fotogramma con  Lucille Ball e Vivian Vance in cui mette un coperchio sul sedere all'altra) "Sempre che non pensi che Lucy e Ethel stiano facendo qualcosa di sbagliato, mi spieghi questo?"

L'unico modo in cui influenzando le persone è quello che siano più più gentili e comprensivi tra loro, questo è il messaggio che mando. Non ho intenzione di influenzare il pubblico.  Non sono qui per il lavaggio del cervello di nessuno, ma ...
"Ascolta il suono della mia voce ... attenzione giovani del mondo ... voglio che viviate la vostra vita essendo ciò che siete ... la cosa più importante è che siate fedeli a voi stessi...... la seconda cosa più importante è che vestiate solamente intimo e lingerie Ellen" (in riferimento alla sua casa produttrice di abbigliamento intimo)

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ORGASMO FEMMINILE: LO SQUIRTING, L'ULTIMO TABU'?

Leggiamo in rete le recenti nuove regole per il porno online britannico.
Perché questo argomento ha catturato la nostra attenzione?
Perché tocca la sessualità della donna. Infatti, leggiamo che tra le pratiche vietate nel porno online c’è lo squirting (eiaculazione femminile), sullo stesso piano dello strangolamento (epissing), dell’ abuso fisico e psicologico, delle frustate, ecc ecc.
Chiaramente nel nuovo regolamento non è menzionata alcun tipo di censura riguardo l’eiaculazione maschile che permette a “lui” di eiaculare come vuole e in ogni dove, ma se è “lei” a farlo…non si può mostrare!!
Ma cosa ha lo squirting da renderlo improponibile nei film, sebbene pornografici e, soprattutto, quali ripercussioni potrebbe avere questo veto a livello immaginario-erotico femminile?
Poiché non siamo sessuologhe né esperte di teoria sessuale, cerchiamo di capire meglio il fenomeno “osceno” dello squirting, aiutandoci con le notizie in rete.
L’eiaculazione femminile è poco conosciuta, oseremmo dire che finora è stata tenuta nascosta e non trattata, come fosse qualcosa di “sporco”.
Eppure possiamo trovarne tracce sin dall’antichità.

Già nel I secolo a.C. ne parlava Aristotele, definendola “Il nettare di Afrodite”.
Galeno (anatomista e medico del II secolo d.C) ne era a conoscenza descrivendo lo squirting come “la prostata femminile”, mentre l’anatomista Rinaldo Colombo riferì dell'eiaculazione femminile mentre spiegava le funzioni della clitoride.Nel XVII secolo un altro anatomista, Regnier de Graaf, nei suoi studi sull’anatomia femminile riferì di “fluidi che correvano fuori" e "che zampillavano" durante l'eccitamento sessuale.Nell’800 “ricompare” l’eiaculazione femminile in una raccolta di racconti pornografici dell’era vittoriana e lì viene definita come “orgasmi femminili bagnati", ma queste storie furono liquidate velocemente come allucinazioni maniacali maschili. Ed ora, nel pieno del XXI secolo, il Regno Unito emana Leggi contro la visione e diffusione di alcuni tipi di pornografia (e laddove è violenza e/o pedopornografia, non può che ritenerci d’accordo), comprensivi dei video che mostrano la eiaculazione femminile. 
Come fino a pochi anni fa succedeva per il punto G, l’eiaculazione femminile è fuori questione, è il vecchio e antico tabù, anche nei film pornografici.
Perché?
L’eiaculazione femminile, è stata spesso ed erroneamente percepita come minzione e quindi qualcosa di sporco, ma lo squirting non è urina e, certo è, può presentarsi durante un rapporto sessuale o la masturbazione anche se la vescica è vuota.
Il liquido prodotto, analizzato per la prima volta nel 1981 da un team di scienziati, mostrò che l’eiaculazione femminile si può al massimo paragonare alla produzione sperma maschile. Quindi, niente a che vedere con l’urina!
Il funzionamento dello squirting è stato spiegato per la prima volta in maniera completa nel 2002 dall’endocrinologo italiano Emanuele Jannini. Il liquido dello squirting viene prodotto da alcune ghiandole che si trovano intorno all’uretra ed è semplicemente la conseguenza dell’orgasmo provocato dalla stimolazione del punto G o della clitoride.
Nel 2009, la pornografa Anna Span ha vinto una battaglia legale intentata contro il suo film "Women Love Porn", che conteneva scene di squirting. Spans dovette dimostrare con test chimici che le sue attrici eiaculavano e non urinavano. Secondo la legge inglese, infatti, l’urolagnia (eccitazione sessuale legata alla funzione dell’urinare) era ed è tuttora illegale.
Dal punto di vista culturale, questo tipo di censura quanto contribuisce a riprodurre uno schema stereotipato della sessualità femminile?
Kristina Lloyd (autrice britannica di narrativa erotica) parla dello squirting come dell’ "enigma femminile" e aggiunge: "La censura è collusa con la visione culturale comunemente accettata della sessualità femminile come intangibile e intoccabile, come se ‘l’enigma femminile' fosse qualcosa che va al di là dell’ambito scientifico”.
Come se l’eiaculazione femminile non fosse qualcosa di naturale, ma di vietabile.
In seguito alle nuove regole britanniche sulla pornografia, si sono scatenate reazioni favorevoli e contrarie riguardo al tema dello squirting e poco sono valse le proteste di piazza a Westminster con simulazioni di atti sessuli “proibiti” dalla nuova Legge.
Secondo il parere della sessuologa Carol Queen questo nuovo veto ha delle enormi implicazioni psicologiche: "Le donne che eiaculano si vergognano quando accade e, poiché l’eiaculazione avviene durante l’orgasmo, può avere come conseguenza la repressione attiva dell’orgasmo. Il problema, allora, non è la pornografia, ma la lettura sociale della ‘sessualità possibile’ sostenuta dalla Legge”.
Carol Queen conclude: "Un divieto di Stato su tali immagini rinforzerà solamente la vergogna … Ciò che è in gioco, per dirla in termini molto semplici, è se uno Stato può decidere quali tipi di orgasmi sono "legali" e quali no”.
Carol Queen aveva già in passato prodotto un video educativo (con lei protagonista) che si proponeva di insegnare ad eiaculare alle donne che in precedenza non erano in grado di farlo. L’obiettivo era rompere il silenzio sull’eiaculazione femminile.
Una educatrice sessuale, la dottoressa Susan Block, ha prodotto un video educativo chiamato "Il salone dello squirt della dottoressa Suzy" con la partecipazione dell'esperta di punto G e di eiaculazione femminile Deborah Sundhal, insegnandole ad eiaculare.
Quindi lo squirting esiste e si può imparare ad ottenerlo…o si può pure farne a meno. Dipende esclusivamente da una serie di fattori fisici e psicologici.
                                                            Ribadiamo la personale convinzione che debba esistere una regolamentazione dei film pornografici e che tutto ciò che riguarda il coinvolgimento di minori, costrizioni ed immagini di violenza fisica e psicologica sarebbe da vietare e perseguire pesantemente.

Ma lo squirting, CHE C’ENTRA?
L’eiaculazione femminile esiste e non è nulla di cui vergognarsi.
Alcune donne eiaculano, altre no. 
Poco importa. 
Fatichiamo pensare che la sessualità femminile debba avere dei veti laddove è assolutamente fisiologica e piacevole.
La negazione ci sembra prettamente interconnessa a questioni legate alla società altamente maschilista in cui viviamo da millenni. Si preferisce tenere nascosto questo aspetto della sessualità femminile e, se proprio bisogna parlarne, si cerca di farlo passare come fatto anomalo e/o, come è accaduto in Gran Bretagna, vietarlo.
Non parlarne, come se fosse qualcosa di segreto ed indicibile e/o “confondere” lo squirting con incontinenza urinaria provoca solo imbarazzo nella donna e un senso di disagio nel partner.
Forse associare o affiancare il liquido dell’eiaculazione femminile a quello dell’eiaculazione maschile avrà allarmato molte persone che relegano allo sperma la funzione riproduttiva, prerogativa degli uomini?
Oppure è stato letto come una sorta di attacco al “potere” maschile?
Non vorremmo crederlo, ma qualche sospetto l’abbiamo.
Per quel che riguarda i fatti britannici ci sembra che separare “il sesso buono da quello cattivo” non sia una buona idea quando si tratta di piacere femminile. Eh sì, perché tra le pratiche vietate dalla pornografia britannica c’è anche il facesitting” (pratica sessuale in cui la partner  si siede sul volto dell'altro/a per ricevere cunnilingus)… 
Troppo ruolo attivo della donna anche per questa pratica sessuale?!
Chiaro è che nell’immaginario  erotico e nell’atto sessuale di una donna adulta, libera e consenziente crediamo non possano esistere questo tipo di censure, ma solamente il proprio corpo da scoprire nel pieno godimento del proprio piacere sessuale.

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THE IMITATION GAME: DOVE SONO LE DONNE?

La pellicola narra la vita di Alan Turing. il matematico che affrontò e sconfisse Enigma, il codice segreto tedesco che, decodificato, ha abbreviato il conflitto mondiale.
La criptoguerra narrata nel film, ambientata in Bletchley Park è assolutamente affascinante e narra la laboriosa scoperta del codice tedesco per mano e mente di Alan Turing, senza il cui ingegno non sarebbe stato possibile giungere alla decodifica. 
Ma gli storici e studiosi si lamentano di un errore: "Dove sono tutti coloro che lavorarono intorno alla macchina e al codice? Dove sono le 9000 persone di Bletchley Park, per lo più donne?
Nella lettera di Turing a Churchill, inviata nel 1941, veniva sottolineata la disastrosa situazione di mancanza di personale e, per questo, in seguito furono inviate moltissime persone. Poichè gli uomini erano impegnati in guerra, nel 1945 a Bletchley c'erano 6600 donne su 8900 lavoratori.
Un lavoro, quello prevalentemente femminile, ripetitivo e noioso, ma di enorme importanza perchè richiedeva molta concentrazione e nessun errore poteva essere concesso.
Insomma, secondo gli studiosi, senza il lavoro anche di tutte quelle donne, non si sarebbe raggiunto l'obiettivo di Bletchley. Fino agli anni '70 tutto il lavoro di queste donne, che doveva rimanere segreto insieme alla criptoguerra e i personaggi che vi ruotarono intorno, fu nascosto a tutti.
Ma si continua a tenerlo celato.
"Bisogna ricordare che la posizione di comando spettava agli uomini.... Per varie ragioni nessuna donna è famosa a differenza di alcuni uomini". 


Così, a giorni uscirà in libreria "Women Codebreakers, un libro che racconta la storia e il ruolo di tre tra le maggiori criptografe di Bletchley Park.

*Margaret Rock che continuò a lavorare per altri 20 anni per il Governo ;

*Mavis Lever, il cui lavoro fu fondamentale in Enigma;

*Joan Clarke, presente anche in Imitation Game, che insieme a Turing decifrò Enigma.
Queste sono solo tre donne,  ma ce ne furono tantissime altre di cui per ora non si parla, ma il libro è solo l'inizio del dovuto riscatto femminile.
Ricordiamo che l'informatica era, ai tempi, roba da donne. 
Solo a partire dagli anni 80 i computer entrarono nel marketing ed improvvisamente divennero "robe da uomini".
(BY:eldiario)


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LE DRAG QUEEN DEL PASSATO

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La rivista Hint Fashion Magazine ha pubblicato una serie di immagini che ritraggono le Drag Queen dei tempi passati.



Certo è che Conchita, a confronto, è sobrissima!!

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ALFANICUS 
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DIO AMA I GAY
Il cartellone pubblicitario, sostenuto e finanziato da un video per iniziativa di un gruppo di attivisti Lgbt degli Stati Uniti, ha affrontato una campagna in risposta alla Chiesa Battista di Westboro.
Il video, di cui mettiamo la traduzione in italiano, invita la gente a donare 50.000 $ per poter affiggere il cartellone "Dio ama i gay" nella città.
Cifra assolutamente superata che permetterà di affiggere altri cartelloni in altri Stati.
Traduzione:

Ed ora un messaggio direttamente da Dio:
Ciao Umani!
Come va?

Sapete, ci sono certamente un sacco di belle persone nel mondo… detto questo, ci sono anche un bel po’ di stronzi.

Per esempio la chiesa Westboro Baptist in Kansas e tutti i suoi seguaci: questo gruppo va in giro a dire che Dio odia i gay. Ma questo non ha senso: io amo le persone gay!!

Questi seguaci psicopatici protestano addirittura ai funerali di soldati (presunti gay), di figli uccisi, e di molti altri… (immagini di striscioni che dicono: "E’ stato Dio ad uccidere i tuoi figli! Preghiamo che muoiano molti altri soldati"). 

Dannazione! Fanno pure protestare i loro bambini a questi funerali (immagini di bambini che dicono: "Finirai all’inferno, temi Dio!") 

Dannazione, dannazione! Ne ho abbastanza di questa follia!

E’ venuto il momento che Dio controbatta… CON AMORE.

Vorrei far metter un cartellone gigante nella città di questa chiesa, Toboko, che dica: DIO AMA I GAY!

Perché è la verità! Io amo davvero i gay.

Le persone omosessuali sono FAVOLOSE. 

Sono fantastiche, intelligenti (foto personaggi famosi), sono super simpatici e… adottano e si prendono cura di bimbi orfani!

Il mondo deve davvero sapere che Dio ama i gay! 

Ecco perchè chiedo il vostro aiuto per poter far rimanere in vista questo cartellone più a lungo possibile.

Ora, per darvi più indicazioni, ho fatto un’indagine per capire i vari costi

derivanti dal progetto (sito internet, video e realizzazione, donazione a enti caritatevoli: 5000 dollari l’uno; campagna pubblicitaria: 10000 dollari e 12 mesi di cartellone pubblicitario affisso: 25000 dollari. L’obiettivo è quindi quello di arrivare a 50000 dollari di donazioni). Per riuscire a convincer più persone possibili, ho creato una sorta di “ricompense” per chi mi aiuta (magliette, poster e stickers adesivi personalizzati).

Ovviamente se non siete interessati ad avere nessuno di questi “premi”, sarei ancora più felice che donaste tutti i vostri soldi all’associazione. Semplicemente cliccate su “how much you would like to contribute?” (quanto volete donare?). E confermate il pagamento.

Ricordatevi: più soldi riceveremo, più avremo la possibilità di tenere affisso il cartellone più a lungo! E poi, chi lo sa! Più soldi vengono donati, più potremo estendere altri cartelloni in altri stati!
Quindi, se è tutto chiaro, cercate di diffondere questa campagna con più persone possibili attraverso i social media. Ho davvero bisogno del vostro aiuto! Grazie per l’ascolto… se davvero sostenete la mia iniziativa, per favore donate adesso… non aspettate! 

Possiamo davvero farlo accadere!
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LE STRISCE PEDONALI RAINBOW

Le abbiamo  viste in rete, provenienti da varie parti del mondo e sono belle e colorate e, soprattutto, rainbow!
Pitturate sulle strade in occasione dei diversi Pride,  per protesta o per solidarietà, di fronte a luoghi simbolici, permanenti o temporanee. Hanno anche suscitato polemiche, in nome della sicurezza stradale, rimosse di notte, di nascosto. 
Le prime furono installate a West Holliwood e, piano piano, si stanno diffondendo nel mondo.
Una traversata simbolica per promuovere la parità.
A Vancouver (Canada) per il Pride dello scorso anno
Sydney (Australia)
a Oslo (Norvegia, davanti all'ambasciata russa 
a Stoccolma (Svezia)
a Londra
 View image on Twitter
 a Brighton (Inghilterra)
The crossing is on Madeira Drive, next to Brighton beach (Photo: Twitter)

ed ora, in occasione del prossimo Pride del 6 settembre, ancora in Inghilterra a  Totnes Devon
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"GESU'  AVEVA DUE PAPA' E SI E' TROVATO TANTO BENE"

La sentenza di Roma ha scosso notevolmente il mondo cattolico, tradizionalista e quello di una parte della politica conservatrice e bigotta.
Abbiamo letto commenti di ogni tipo (e ci stiamo riferendo a quelli negativi) e la parola d'ordine è sempre quella: "padre e madre", "famiglia naturale" "uomo-donna", "papà e mamma" ...bla, bla, bla...
Ci siamo ricordate di un episodio curioso dello scorso anno e ci piace condividerlo con voi, giusto per sottolineare le differenze. Ontario (Canada):  malgrado il riconoscimento delle nozze gay negli Stati Uniti e in tutti gli stati federati, il reverendo delle Chiesa Saint John ha apposto sul recinto della chiesa che amministra un cartello di benvenuto: "Gesù aveva due papà e si è trovato tanto bene".



Un episodio del genere si era verificato tempo prima in una Chiesa anclicana di Gosford (Australia) in cui il reverendo Bower Vara fece trovare ai suoi fedeli questo cartello: " Cari cristiani, alcune persone sono omosessuali. Smettiamola. Dio è Amore".
Credo non ci sia da aggiungere altro se non ...SMETTIAMOLA!
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BACHA POSH: IL DOLORE DI CRESCERE COME DONNA IN AFGHANISTAN
"Vuoi essere un bambino o una bambina?"
A seconda della risposta, la tua vita può cambiare, già a partire dai 5 anni. 
Se scegli di rimanere bambina non giocherai con gli altri bambini e sarai solo motivo di vergogna per la tua famiglia, a meno che gli adulti scelgano per te e fino al giorno in cui lo decideranno, non potrai essere donna.
Invece, se decidi d'essere bambino potrai prendere decisioni, potrai studiare e lavorare affinchè gli adulti ti rispettino. 
Meheran Rafaat è la più piccola di quattro sorelle. Troppe per la cultura afghana. Quando la madre Azita, parlamentare afgana, veste le sue figlie, c'è una importante differenza: le sorelle vestono di nero con il volto coperto. Meheran indossa pantaloni verdi, camicia bianca, cravatta e capelli corti. 
La madre se ora è parlamentare è solo perchè ha potuto studiare, perchè anche lei, come la figlia, è stata Bacha Posh. 


Le ragioni sono molteplici: culturali, economiche, la credenza che inventarsi un figlio sia di buon auspicio per la nascita di un maschio, in un territorio che pone le fondamenta ideologiche, religiose, sociali ed economiche nella cultura tribale. L'essere maschio dà accesso all'eredità, permette la trasmissione del cognome e aumenta la posizione sociale della famiglia. 

Una Bacha Posh ha possibilità insolite rispetto alle altre bambine, in una società che separa anche fisicamente gli uomini dalle donne. 

In Afghanistan la nascita di una bambina non è vista con gioia.

In Afghanistan la libertà di un individuo dipende esclusivamente dal sesso. 

E la peggior cosa è che le Bacha Posh, una volta cresciute, quando i genitori lo decideranno, dovranno reincontrarsi con la propria femminilità, saranno costrette ad indossare il burka e perdere tutte le false libertà che hanno avuto fingendosi maschi.

Ma essere Bacha Posh ti permette di crescere in autostima e determinazione perchè considerata dalla società, in quanto maschio. Non si indaga se il bambino sia veramente maschio. L'importante è che la famiglia presenti un maschio.

Il ritornare ad essere donna, per qualcuna può essere una liberazione, ma per altre è disorientante perchè per anni si vive in una sorta di limbo, tra due sessi. . 


The Underground Girls of Kabul è il titolo del libro che, dal 16 settembre negli Stati Uniti, racconterà la storia delle piccole Bacha Posh. 

Una raccolta di storie, assemblata in cinque anni di indagini, intervistando, osservando e convivendo con donne afgane che da piccole furono Bacha Posh. 




La giornalista Jenny Nordberg racconta la voce delle donne afghane: madri costrette a travestire le proprie figlie per non essere emarginate, madri che hanno voluto dare un'opportunità alle proprie figlie, donne adulte che continuano le proprie vite fingendosi uomini, adolescenti che non vogliano tornare ad essere donne perchè perderebbero ogni libertà, donne che, a volte, vivono il conflitto di sentirsi uomini, donne che hanno attrazione per persone dello stesso sesso. 

"Omosessuali, bisessuali, religiose, femmimiste, donne di ogni genere che passano la propria vita interrogandosi sulla propria identità, donne che devono lottare con le proprie paure". 

Perchè quel giorno, quando avevano 5 anni, dovettero decidere o qualcuno decise per loro. 

Perchè essere femmina o maschio era ed è diverso. 

Perchè tutto quello che volevano era essere libere.
E la libertà la si riconosce, anche a cinque anni.

Tratto da : Sermujer e Playground

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FROZEN: UN PROGETTO DIABOLICO OMOSESSUALE
Frozen, la pellicola della Disney, è stata accusata d'essere filo-omosessuale. 
Questa notiziona ci era sfuggita e, per onestà intellettuale, abbiamo provato ad analizzare il pensiero che ci sta sotto.
Il pastore americano Kevin Swanson ha dichiarato ad una trasmissione radiofonica che la Disney sta lavorando subdolamente con i bambini per trasformarli in omosessuali e Frozen, nello specifico è, in ordine di tempo,  l'ultima prova di questo intento sodomita.
Satana, secondo le sue affermazioni, starebbe lavorando in incognito sulle menti dei bambini. 
In particolare, incriminate sono:
- la scena in cui Anna va alla ricerca della sorella Elsa, fuggita dal Regno per il suo potere distruttivo di creare neve e gelo;
-il contenuto della canzone, Let it Go, non a caso tradotta in tutte le lingue del mondo. 


QUINDI?
"Per Dio! Quanti bambini assistono a questa mostra indecente di amore? Quanti cristiani portano i figli a vedere il film Frozen, prodotto da un'organizzazione che, probabilmente, è una delle oiù grandi organizzazioni a favore dell'omosessualità nel Paese?" afferma il pastore. 
Cerchiamo di tradurre questa affermazione, malgrado risulti veramente complicato. 
Secondo questo arzigogolato pensiero, la ricerca di Anna sarebbe la raffigurazione del vero Amore, quello che si dovrebbe provare unicamente verso un uomo. Nella testa dei bambini il fatto che Elsa sia la sorella è assolutamente secondario: quello che rimarrebbe impresso è l'immagine di una ragazza che, per amore, molla tutto e tutti alla ricerca di un'altra donna! 


Non fa una piega! 
Guardate che sguardo lesbico!!!
È qui che interverrebbe Satana che, in quell'istante, farebbe di tutte le bambine in sala delle potenziali lesbiche! 
Per non parlare poi di Elsa che canta "Let is Go", una canzone indecente , 
un inno all'omosessualità, alla ricerca della propria identità per un cambiamento che non chiede approvazioni, se non l'accettazione della propria condizione
In questo delirio, non è risparmiato neppure Kristoff che ha una relazione assolutamente inusuale verso la sua cornutissima e fedelissima renna, Sven.

L'ultima chicca dell'intervista all'eccentrico pastore non ve la risparmiamo. 
"Mi domando se la gente pensi: 'Questo bel film indurrà mia figlia di 5 anni ad essere lesbica o a vedere l'omosessualità o la bestialità come una specie di cammino verso il futuro. Mi chiedo se il genitore che va con il proprio figlio a vedere Frozen pensi a queste cose. Mi chiedo se vedendo questo film il suo intento sia quello di indurre i figli a questo stile di vita. Sono sicuro che non se ne rendano conto. Probabilmente captano qualcosa, ma continuano a rimanere lì a guardare il film" 
Potere di Satana! 
Ma voi, se foste il Diavolo, che fareste per indurre tutti all'omosessualità e cambiare la società rendendola la nuova Sodoma e Gomorra? Non comprereste una casa cinematografica e produrreste film peccaminosi che possano manipolare le piccole menti?
E in aggiunta, rifletterei seriamente sull'immagine della neve ("La neve cade sopra di me copretutto con il suo oblio.."), protagonista assoluta di questo film! Strano sia sfuggito un particolare così importante al pastore Swanson!


Vi lasciamo con il testo italiano di Let is Go (in italiano 'All'alba sorgerò!'), per rifletterre insieme a noi sull'intento rivoluzionario di Frozen
La neve che cade sopra di me
copre tutto col suo oblio,
in questo remoto regno
la regina sono io.

Ormai la tempesta nel mio cuore irrompe già,
non la fermerà la mia volontà.
Ho conservato ogni bugia,
per il mondo la colpa è solo mia.
Così non va,
non sentirò un altro no!
D’ora in poi lascerò
che il cuore mi guidi un po',
scorderò quel che so
e da oggi cambierò.
Resto qui,
non andrò più via.
Sono sola ormai,
da oggi il freddo è casa mia!
A volte è un bene poter scappare un po’,
può sembrare un salto enorme
ma io l'affronterò.
Non è un difetto, è una virtù
e non la fermerò mai più.
Nessun ostacolo per me, perché…
…d’ora in poi troverò la mia vera identità,
e vivrò, sì, vivrò
per sempre in libertà.
Se è qui il posto mio
io lo scoprirò.
Il mio potere si diffonde intorno a me,
il ghiaccio aumenta e copre ogni cosa accanto a sé.
Un mio pensiero cristallizza la realtà,
il resto è storia ormai, che passa e se ne va!
Io lo so, sì lo so,
come il sole tramonterò,
perché poi, perché poi
all’alba sorgerò!
Ecco qua, la tempesta che
non si fermerà.
Da oggi il destino appartiene a me.
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TUTTA COLPA DELLE TETTE! 
È medico, uomo di medicina e di ricerca il Dr. Patrick Johnson e, a differenza dei suoi colleghi, si scaglia contro l'allattamento materno. O meglio e nello specifico, l'allattamento al seno in pubblico perchè atti del genere hanno tra le conseguenze la promozione dei Gay Pride. 
Quando abbiamo letto questa notizia pensavamo fosse una bufala, ma leggiamo conferme da più fonti. 
Il Dr. Patrick Johnson è un attivista pro-life e direttore del gruppo anti-aborto Personhood Ohio. 
Scrive su Facebook, in merito all'allattamento in pubblico: "Sono nauseato che in Ohio le donne possano legalmente mostrare il seno nudo a bambini e ad uomini sposati contro la loro volontà". 
Basta tette al vento, bandito anche il topless perchè è un'"offesa a Dio". 
Il tutto sembra nascere da una vendetta nei confronti di donne che lavorano in uno Strip Club che, esauste di nove anni di proteste e di offese ("vagabonde", "puttane") fuori dal locale in cui lavorano, hanno deciso di contromanifestare in topless davanti alla Chiesa New Beginnings Ministeri di Varsavia, Ohio. E questo ha fatto molto arrabbiare il Dottor Johnson che ha presentato, insieme ai suoi seguaci, un'interpellanza allo Stato dell'Ohio per vietare il seno in pubblico. Niente eccezioni, anche il seno che allatta! 
Ma cosa c'entra in tutto questo il Gay Pride? 
Scrive sempre Johnson che, il topless delle donne ha alimentato i Gay Pride e il diffondersi della nudità  e tutto questo è "un'offesa alla moralità pubblica e il legislatore dovrebbe agire per criminalizzare questi atti". 
Ora, di fronte a tante idiozie ci sono alcune cosette da sottolineare.
Vorremmo sapere se il Dr Johnson, uomo di consolidata fede,  sia stato allattato dalla madre o direttamente dalla Madonna che, tra l'altro, qualche volta avrà pure dato il latte in pubblico a Gesù, magari durante la fuga da Erode, sopra l'asinello. Dopotutto l'arte ci delizia con queste immagini, a meno che, e non lo escludiamo poichè di qualcuno molto famoso ne siamo a conoscenza, fossero tutti gay i pittori che l' hanno rappresentato. Pittori omosessuali che, non essendoci i Gay Pride, sfogavano la propria gaytudine ritraendo la Madonna che allatta Gesù.
Apostrofare con "puttane" le donne che stanno facendo un lavoro (che piaccia oppure no) è ammissibile?
Ci stupiamo che, per fare una battaglia contro uno Strip Club, si possa giungere a dire tante scemenze tutte insieme.
Ora, crediamo che il Dr. Johnson e tutti i suoi seguaci abbiano un grande problema di machismo da delirio di onnipotenza e che soffrano di una sorta di inferiorità, che non ha eguali, nei confronti del genere femminile.
Noi che le tette non solo le abbiamo; 
Noi che...le tette ci hanno nutrito;
Noi che ...con le tette nutriamo i nostri figli;
Noi che...le tette le amiamo; 
Noi che...le tette le mostriamo...

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L WORLD MISSISSIPI: HATE THE SIN
L Word torna, ma con abiti nuovi.
L'ideatrice della famose serie televisiva, Ilene Chaiken, aveva promesso grandi cose, considerato il precedente successo di L Word.
Così ha ripensato la serie, ma sotto forma di film-documentario.
"L Word Mississipi: Hate The Sin" il titolo e la prima proiezione del 6 di agosto al OutFest di Los Angeles ha già fatto parlare di sé.

Non troveremo il Planet, nè Shane, Bet, Tina, Jenny, nè tutte le belle protagoniste che ci hanno fatto sognare nella irreale (purtroppo) comunità lesbica, ma storie di donne lesbiche in carne ed ossa che vivono il proprio essere lesbica in piccole realtà, distanti dalle grandi metropoli.

E le storie narrate non sempre sono così belle e a lieto fine, ma sicuramente tristemente vere.

La stampa americana riassume così la trama:

"Come è la vita per le donne lesbiche che vivono al di fuori di aree metropolitane nell'America di oggi, sottoposte a difficoltà, intolleranza, attacchi, sessismo e razzismo e nel frattempo cercando di vivere tra vicini prevalentemente eterosessuali? Chaiken e Elves (il produttore) viaggiano tra popolazioni molto religiose e ci raccontano storie di una dozzina si donne, tra cui quella di un Pastore donna, dichiaratamente lesbica, a cui è stata tolta la sua chiesa e che ritrova la sua autostima lanciando un programma di aiuto alla comunità LGBT locale. Quella di una madre di pelle bianca che avrebbe accettato il colore della pelle nera della  compagna di sua figlia, solo se il nero della pelle fosse stato di un uomo ... Di una lesbica che prega da una vita per togliersi di dosso l'essere lesbica..."

Clicca per visionare:

Trailer (inglese)

Documentario (inglese)

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LE LESBICHE LO FANNO MEGLIO!
     Una ricerca fatta da The Journal of Sexual Medicine negli Stati Uniti, con un campione di 6151 persone single, tra i 21 e 65 anni,  ha rivelato dati interessanti sugli orgasmi femminili.
Le lesbiche godono di più, o meglio, le donne lesbiche hanno maggior probabilità di raggiungere l'orgasmo rispetto alle donne eterosessuali e bisessuali.
Premessa: l'orgasmo femminile non è così scontato come per gli uomini.
    Ci sono fattori fisiologici e culturali che non assicurano nè danno per scontato che, durante un rapporto sessuale, le donne provino un orgasmo.
     I dati della ricerca mostrano, infatti, che tra uomini eterosessuali, bisessuali e omosessuali lo scarto è minimo (precisamente e nell'ordine 85,5%, 77,6% 84,7%)
Per le donne, invece, la differenza è evidente.
     Nei rapporti sessuali con persone "familiari" le donne eterosessuali raggiungono l'orgasmo nel 61,6% dei casi, le donne bisessuali nel 58%, mentre le lesbiche il 74,7%
     Sintetizza una delle ricercatrici, Elisabeth Lloyd, Ph.D, la motivazione: la grande differenza sta nel fatto che le donne eterosessuali a letto sono molto più dipendenti dalla esperienza orgasmica, anzichè dai preliminari. E fondamentalmente il fatto che, nella maggior parte delle posizioni sessuali eterosessuali, l'orgasmo venga stimolato dalla penetrazione e, quindi, spesso non raggiunto poichè maggiore è la distanza tra clitoride e vagina, minore è la possibilità di successo. Quindi queste donne, che spesso saltano i preliminari perchè non richiesti dal patner maschile che tende principalmente al soddisfacimento del proprio piacere attraverso la penetrazione, hanno un alta possibilità di insuccesso.
     La ricerca mostra pure che la qualità orgasmica sia maggiore nelle donne lesbiche, ma a tutto questo c'è una semplice e comprensibile spiegazione.
      Le donne lesbiche non hanno grosse difficoltà a familiarizzare con il corpo di una donna di cui conoscono limiti e potenzialità. Questo facilità la possibilità ed il successo di indurre l'orgasmo alla patner.
    Soprattutto le lesbiche passano meno tempo in atti di penetrazione, ma maggior tempo in preliminari e  stimolazione sessuale orale e "manuale".
     Tutto questo non solo facilita l'induzione dell'orgasmo, ma trasforma l'esperienza sessuale in un atto maggiormente coinvolgente, dall'inizio alla fine.
      Possiamo considerarci fortunate!

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THE UNSTRAIGHT MUSEUM: IL MUSEO DEGLI OGGETTI LGBT
The Unstraight Museum è il museo virtuale che racconta, con oggetti di vita quotidiana, le storie di individui gay, lesbiche, transessuali, intersessuali, bisessuali,...di qualsiasi categoria sessuale di appartenenza.
Un tentativo di mostrare ciò che siamo, attraverso i nostri oggetti.
Storie comuni di persone che, diversamente, non avrebbero uno spazio nei musei tradizionali, ma che, per la loro personale significato, sono vere e proprie opere d'arte.
L'esistenza di queste nuove identità sessuali e la loro scarsa visibilità sociale hanno permesso di dare a questa collezione il nome di "The Unstraight Museum", cioè qualcosa che è poco "allineato" a ciò che è straight, forma abituale di definire l'eterosessualità in inglese.
Il progetto nasce nel 2007 da un gruppo di giovani svedesi e offre la possibilità a chiunque si senta Unstraight di raccontarsi e donare una parte di se stesso, attraverso un oggetto che parli di sé.
La tecnologia a servizio di tutti e che permette non solo di visionare, ma anche di contribuire ad ampliare la Mostra apportando oggetti con la descrizione del ricordo e dell'emozione che l'oggetto in questione ha suscitato.
Se ti senti Unstraight, partecipa con un tuo oggetto e una breve descrizione all'ampliamento della mostra!
Oggetto: Fotografia. Storia: Accampamento estivo di lesbiche del Nord del 1975 in Femö, Danimarca, in cui 175 donne in tenda si riunirono vicino al mare: workshop, politica, amiche e amanti.
Foto: Unistraight.org
Oggetto: Pillole di trattamento contro HIV/AIDS. Storia: Alcuni anni fa, quando ricevetti le 2 prime confezioni della terapia, solamente 17 giorni dopo la diagnosi, ero perplesso. Era molto difficile per me credere che quelle erano medicine per gente con HIV . Dopo una breve avventura amorosa, dovetti assumere queste medicine tutti i giorni, per il resto della mia vita.
Foto: Unstraight.org




Oggetto; Chiave di camera d'albergo. Storia: "Questa è la chiave che mi sono dimenticato di rendere all'Hotel Flame Lily, in Bulawayo, in Zimbawe. Questa stanza ha molti ricordi per me. Voglio condividere con il museo questa chiave che, per una persona trans che vive in un ambiente ostile, significa che posso utilizzare la chiave per aprire porte che mi diano nuove opportnità" 


Foto: Unstraighy.org








Oggetto: Radio Cassette Luxor. Storia: La radio cassetta usata da Lennart Johansson intorno al 1980, quando aveva 15 anni, per ascoltare in segreto la programmazione di Stoccolma Gay, diffusione radiofonica su 88.o MHz. A quel tempo Lennart temeva che sua madre scoprisse che ascoltava una radio gay. Foto: Unstraight.org




Queste ed altre ancora le foto dell'intera collezione che possono essere visionate sul sito www.unstraight.org


 

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A-GENDER
Sarah: "Io mi reputo gender-fluid. Gran parte del tempo mi sento senza un genere, ma cambia ogni giorno. A volte mi sento un maschio, a volte mi sento una ragazza".
Emma: "Molte persone vedono l’identità di genere come una scala tra blu e rosa. Non mi identifico mai pienamente con nessuna delle due parti, e nemmeno nella strada a metà tra il blu e il rosa. È molto più complicato, la mia identità cambia così tanto ogni giorno".
Mark: Qualche volta vado al lavoro e sembro il classico uomo gay, con una camicia bianca. Altre volte indosso lunghi orecchini pendenti e un maglione da donna".
Micah, 27 anni, si è sottoposto a una mastectomia e a una isterectomia, ma non si sente uomo , ma di genere neutro: "Non vuol dire abbracciare entrambi i generi, o solo uno, bensì non averne nessuno. Non è un’assenza di identità di genere e non vuol dire che non mi importi. Al contrario, mi importa molto della mia identità di genere, della sua espressione e della mia percezione. Ho un’identità di genere, ed è neutra".
Stiamo parlando delle persone che si definiscono Agender, un termine molto fluido che contempla persone che si sentono completamente senza genere o persone che hanno un genere intercambiabile. Si fa fatica a comprendere questo fenomeno, facilmente, semplicisticamente e stupidamente etichettabile come "nè carne, nè pesce", ma leggendo qua e là le varie testimonianze si deduce come le persone Agender si riconoscano in un genere, quello neutro, con variabili che hanno in comune il rifiuto della tradizionale identità di genere. Genere neutro, quindi, per qualcuno significa identificarsi con entrambi i generi, per altri con nessuno dei due, per altri ancora appartenere a un terzo genere, neutro, appunto.
Il genere neutro anche nel linguaggio, che non può utilizzare pronomi maschili nè femminili: "he" e "she" vengono sostituiti da "they".
Studi americani mostrano come le persone agender siano quelle che, più di altre, sono oggetto di scherno e pregiudizi, discriminazioni e violenze, anche da membri della comunità Lgbt.
Nasce così il progetto A-gender, progetto fotografico di Chloe Aftel, "dopo che il 4 novembre del 2013 l’adolescente Sasha Fleischman rimase ustionato mentre si trovava sull’autobus di ritorno da scuola, a Oakland. Quel giorno indossava una gonna e una camicia da uomo e qualcuno gli diede fuoco mentre si era addormentato: fu svegliato dal dolore provocato dalle fiamme, che gli causarono ustioni di secondo e terzo grado e un mese di ricovero in ospedale. Il San Francisco Chronicle incaricò allora Aftel di raccontare con le sue fotografie la comunità agender di San Francisco. I ritratti sono scattati in posti particolarmente significativi per la persona fotografata – solitamente la sua casa –, ne mostrano la vita intima e quotidiana e ne raccontano nelle didascalie la storia e identità di genere"
by:Huffingtonpost

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OMOSESSUALITA' IN IRAN
Leggiamo in questi giorni di esecuzioni in Iran di ragazzi omosessuali e cerchiamo in rete per capirci di più.
Abbiamo trovato la dichiarazione di Sara, una ragazza iraniana e lesbica, che si racconta.
Ci limitiamo a copiare e tradurre, per capire meglio.

Una lesbica iraniana ha dichiarato che le autorità del suo Paese hanno cercato di costringerla ad un intervento chirurgico di mutamento di sesso per "porre rimedio" alla sua sessualità. 
La donna di 20 anni, conosciuta come Sara, ha detto di essere stata condannata a subire il "trattamento" da una psicologa, dopo il coming out alla sua famiglia.
Sara ha dichiarato alla Reuters: "All'inizio è stato difficile. Hanno cercato di convincermi che ero sbagliata e mi hanno fissato un appuntamento da una psicologa " che mi ha spiegato che " ero davvero un uomo nel corpo di una donna" e avrei dovuto cambiare il mio corpo per assecondare la mia personalità. 
Mia sorella le aveva portato una nostra foto, di quando avevo circa 5 anni, che ci ritraeva insieme. Io indossavo vestiti da maschio ed avevo una pistola giocattolo in mano e la psicologa ha sottolineato che questa foto confermava la sua diagnosi,  che fossi un uomo. Sono rimasta scioccata perché non ho mai voluto essere un uomo e mi è sempre piaciuto molto il mio corpo. Non avevo mai avuto problemi con il mio corpo femminile. Avevo emozioni verso le ragazze, piuttosto che per i ragazzi, ma ho sempre solo potuto immaginarmi come una ragazza che ama un'altra ragazza, non come uomo".
Secondo un rapporto di Justice for Iran and 6Rang, la pratica utilizzata per Sara è comune e le lesbiche sono regolarmente costrette a subire un intervento chirurgico di cambiamento di sesso. 
La fondatrice di 6Rang, Shadi Amin, afferma: "La maggior parte dei professionisti del settore sanitario in Iran ritengono che l'omosessualità sia una forma di malattia mentale. Alle lesbiche ed ai gay viene spesso detto che hanno un disturbo di identità di genere. I medici che lo diagnosticano non sono specialisti di transessualità. Ogni chirurgo o ginecologo può farlo".
Sara ha aggiunto: "Dicono che l'omosessualità sia un peccato. Se si ama una persona dello stesso sesso si deve cambiare. Si accettano solo rapporti uomo-donna. Se ami una donna, devi essere un uomo. La maggior parte dei miei amici non ha fatto coming out alle proprie famiglie, anche se non sono religiose. Una delle mie amiche ha detto che se la sua famiglia avesse saputo del suo orientamento sessuale, avrebbe potuto ucciderla".
Sia l'omosessualità maschile che femminile è illegale in Iran, ma mentre gli uomini possono arrivare ad affrontare la pena di morte per sodomia, per le donne la pena di morte è applicata solo in caso di reiterazione di reato.
(Fonte: PinkNews, Iranian Lesbian)

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RICHIESTA D'AIUTO DALL'IRAN
Il regista e produttore Rick Flynn in questo video -documentario Golf Alfa Yankee mostra cosa succede alle persone LGBT dell'Iran. Sottoposte a tortura legale, fustigazione, imprigionamento e persino all'esecuzione capitale.
Alcune di queste vittime riescono a fuggire  e cercano asilo politico in Turchia, in attesa che le Nazioni Unite intervengano, per poter entrare in occidente.

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PROFANITY POP: LA MAGIA DISNEY DIVENTA "PROVOCAZIONE"
Per l artista José Rodolfo Loaiza Ontiveros, nulla è sacro, nemmeno le principesse e maghi delle fiabe universalmente adorati". 
"Profanity Pop" a La Luz de Jesus galleria a Los Angeles, interpreta un regno magico alternativo che tratta di mitologia, religione, stereotipi e rappresentazione del potere.
La Walt Disney ha contribuito a formare i valori nelle generazioni e forse, è bello vedere che anche nei cartoni animati ci sono personaggi più simili a noi e, chissà, possano contribuire, in parte, ad aiutare ad educare le coscienze con maggior senso critico.

Un po' di ironia, l'ingrediente necessario per leggere queste immagini.




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LETTERA DI SCUSE: "LE TERAPIE RIPARATIVE SONO SBAGLIATE"
Il movimento ex-gay Exodus International ha finalmente ammesso che la cosiddetta terapia riparativa non solo non funziona, ma arreca danni notevoli alle persone sottoposte alla "conversione". 
Alan Chambers, leader del gruppo, ha affermato che l’organizzazione non provvederà ulteriormente a questo tipo di cure che promettono a persone lgbtq la "conversione" miracolosa.
In rete una lettera di scuse, permetteteci gli errori, abbiamo cercato di tradurre utilizzando gli strumenti a nostra disposizione. 

La sostanza del testo speriamo si capisca...
 
La terapia di conversione, conosciuta anche come "terapia riparativa", "terapia ex-gay", o "gli sforzi di cambiamento dell'orientamento sessuale" (Soce), professa di aiutare lesbiche, gay, bisessuali e persone transgender a cambiare o superare il proprio orientamento sessuale o di identità di genere. La maggior parte di coloro che praticano questa "terapia", spesso lo fanno con poca o nessuna formazione psicologica, operando invece da un punto di vista religioso ristretto, ritenendo che l'omosessualità sia un "peccato".
Un tempo, non solo eravamo profondamente coinvolti in questi programmi "ex-gay", siamo stati i fondatori, i dirigenti e promotori. Insieme, noi rappresentiamo più di mezzo secolo di esperienza, così poche persone sono consapevoli dell'inefficacia e il danno della terapia di conversione. Sappiamo in prima persona il terribile danno emotivo e spirituale che può causare, soprattutto per i giovani LGBT. Una volta abbiamo creduto che ci fosse qualcosa di moralmente sbagliato e psicologicamente "rotto" nell'essere essere LGBT.
Sappiamo di più ora. Una volta abbiamo creduto che l'orientamento sessuale o l'identità di genere fossero stati in qualche modo scelti o potessero essere cambiati. Sappiamo di più ora. In passato abbiamo pensato che fosse impossibile accettare il nostro orientamento sessuale o l'identità sessuale come una parte intrinseca e sana di ciò che siamo e che siamo stati creati per essere. Sappiamo di più ora. Nel passato, abbiamo creduto (e a volte insegnato) che la nostra identità potesse aver bisogno di toppe. Siamo cresciuti con la convinzione che essere LGBT fosse sbagliato, malato, folle, peccaminoso, e contro il volere di Dio. Ci hanno cresciuti dicendoci che le relazioni amorose omosessuali fossero poco profonde, guidate dalla lussuria, false, disordinate ed impossibili. Siamo cresciuti con il messaggio ripetitivo che le persone LGBT non fossero "sufficientemente": non fossero sufficientemente rette, non sufficientemente cristiane, non sufficientemente virili o sufficientemente femminili, non sufficientemente fedeli, non pregassero sufficientemente. Mai, mai sufficientemente. "Tossiche", probabilmente riassume al meglio.
Questo messaggio è veleno per l'anima. Soprattutto per l'anima di un bambino. Ci può volere una vita per liberarsi di una vecchia programmazione di recupero e sostituirla con un te stesso sano e non avvelenato. Il recupero dalle terapie di conversione è difficile. In alcuni rimangono per sempre ciccatrici, emotive e spirituali. La conversione rafforza l'omofobia interiorizzata, l'ansia, il senso di colpa e la depressione. Questo porta al disprezzo di sé e ad un danno emotivo e psicologico perchè il cambiamento non avviene. Purtroppo, molti sceglieranno il suicidio a causa del loro senso di fallimento.
Alla luce di questo, ci troviamo concordi nell'affermare che è nostra convinzione che la terapia di conversione non è "terapia", ma è invece qualcosa di inefficace e dannoso. Ci allineiamo con le più importanti e tradizionali organizzazioni professionali mediche e mentali nel denunciare i tentativi di modificare l'orientamento sessuale o identità di genere. Noi esortiamo i genitori ad amare e accettare i propri figli LGBT come sono. Noi supplichiamo la chiesa ad accettare, abbracciare, e sostenere le persone LGBT con piena uguaglianza ed inclusione. Come ex leaders "ex-gay", dopo aver assistito al danno incredibile fatto a coloro che hanno tentato di cambiare il proprio orientamento sessuale o identità di genere, ci uniamo insieme nel chiedere il divieto di terapie di conversione. È nostra ferma convinzione che sia molto più produttivo sostenere, consigliare e orientare le persone LGBT ad accettarsi affinchè possano vivere una vita felice e  di accettazione. Sosteniamo pienamente l'obiettivo di # BornPerfect per porre fine alla terapia di conversione ".

Firme:

Brad Allen
Lay Leader Volunteer (2005-2007)
Church Network Coordinator (2007)
Exodus International Headquarters

Darlene Bogle
Founder, Director, Counselor (1985 to 1992)
Paraklete Ministries

Michael Bussee
EXIT (1974-1979)
Co-founder (1976-1979)
Exodus International

Catherine Chapman
Project Coordinator (2000-2003)
Women’s Ministry Director (2005-2007)
Portland Fellowship

Jeremy Marks

Founder (1988 – 2000)

Courage UK

Exodus Europe (1988 – 1989)


Bill Prickett

Founder, Executive Director (1986-1988)

Coming Back


Tim Rymel

Outreach Director (1991-1996)

Love in Action


Yvette Cantu Schneider

Executive Director (2001-2005) Living in Victory Ministry  Director of Women’s Ministry (2008-2011)

Exodus International


John J. Smid

Executive Director (1987-2008)

Love In Action


Exodus International Board of Directors (1990-1995; 2002-2008)
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GALIZIA, CORUÑA: MATRIMONIO TRA ELISA E MARCELA, MA È L'ANNO 1901
Questa è la storia di Marcela Gracia Ibeas(1867) e Maria Elisa Sánchez Loriga (1862) due donne lesbiche che, pur di convolare a nozze, riescono cambiare l'identità di una delle due.

Conosciutesi da ragazze alle scuole superiori (il nostro attuale liceo psicopedagogico) tra le due nasce un'amicizia che presto si trasforma in amore.
Dopo varie vicisitudini, tra cui un trasferimento di Marcela a Madrid per opera dei genitori che sospettano che tra le due ci sia un rapporto "diabolico", le due cominciarono a convivere con il benestare del vicinato che, probabilmente, non sospetta che tra due donne possa nascere una relazione amorosa, ai tempi neppure contemplata.
Non paghe della situazione e per legittimare il proprio amore, pianificano un allontanamento di Elisa che si ripresenta da Marcela come pretendente: capello corto, pantaloni e giacca, sigaretta in bocca e l'identità rubata ad un cugino di Elisa, Mario Sanchez, morto in un naufragio.
Mario si presenta all'ingenuo parroco di San Jeorge, padre Cortiella, per richiedere i Sacramenti, adducendo come scusante di essere stato cresciuto a Londra da genitori atei.
Il 26 maggio 1901 Mario riceve il Battesimo e Comunione, Sacramenti necessari per potersi sposare.
L'8 giugno 1901 Maria Elisa e Marcela vengono unite in matrimonio con il rito tradizionale dell'epoca: invitati, padrino e madrina che, naturalmente, non sanno dell'inganno, luna di miele e foto ricordo.
(Spiega Raquel Platero: bisogna contestualizzare questa storia nel contesto in cui le due donne vivevano. Elisa si "trasforma" in uomo per legittimare la propria unione e il matrimonio in Chiesa non è stato un atto di ribellione, ma un tentativo di sentirsi "normali" poichè era l'unico modo per ottenere una legittimazione sociale).
Nel giro di poco tempo però le due donne vengono scoperte e perdono il proprio lavoro.
Scomunicate dalla Chiesa, scatta l'ordine d'arresto. Le due fuggono in Portogallo per un periodo breve, ma continuamente ricercate dalla polizia spagnola per aver contratto un matrimonio illegale.
Il Portogallo offre alle donne asilo e sollecita l'indulto presso le autorità spagnole. Sembra che Marcela abbia avuto nel frattempo un figlio e tutto questo aumenta il mistero sul loro matrimonio, conosciuto all'epoca come "il matrimonio senza uomo".
Le due donne, costrette a vivere in clandestinità, alla fine fuggono in Argentina e lì si perdono un po' le tracce e si hanno versioni discordanti sui fatti.
Fonte: culturagallega
Interessante sottolineare che all'epoca nè il registro Civile, tantomeno la Chiesa ha annullato il matrimonio tra le due donne, per cui questo risulta essere in assoluto il primo matrimonio omosessuale in Spagna.

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COGNOME DELLA MADRE AI FIGLI
Avete presente il detto poplare: "La mamma è certa, il padre no?"
In Italia sembra il contrario.
Come donne ci sentiamo tirate in causa, visto che, a dispetto di molti, la maternità ci appartiene e, per questo motivo, vogliamo condividere con voi questa notizia che, ancora una volta ci lascia a bocca aperta sull'arretratezza di questo Paese.
E a chi ci dice che "la storia del cognome è una grande stupidata" e che dovremmo preoccuparci di problemi più seri, ricordiamo che, in primis, la gravidanza è "donna" e contemporaneamente che non esiste mai una priorità di fronte ad un diritto negato. 
In questo caso quello della donna e delle figlie e figli.
Dopo la condanna del 7 gennaio della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo all'Italia, oggi la Camera avrebbe dovuto approvare la proposta di legge che abolisce l'obbligo del cognome paterno per i figli lasciando libertà di scelta ai genitori.
La destra non ci sta è frena la proposta obbligandola ad un reinvio. 
Ma cosa c'è di così preoccupante per far sì che i lavori si fermino? 
Il testo prevede che i genitori possano scegliere quale cognome dare al proprio figlio: materno, paterno o di entrambi.
Questo la dice lunga sui retaggi patriarcali di cui l'Italia soffre e sulla fatica a cambiare le cose in Italia. In Francia, Spagna, Inghilterra, Olanda, Germania (e ci fermiamo qui) la scelta del cognome è Legge, mentre le anacronistiche e sessiste resistenze italiane impediscono un semplice salto di qualità e di riconoscimento della donna-
Ma perché nel nostro Paese ci sono ancora tante resistenze?
La ragione che viene esibita è «la difesa della famiglia». Ma se ragioniamo in termini storici, dobbiamo ricordare che la difesa del cognome paterno non ha niente a che vedere con la difesa della famiglia. Si tratta infatti di regole che sono nate in una società feudale in cui ciò che contava era la proprietà della terra e la possibilità di lasciare in eredità questa proprietà, il più possibile intatta, al figlio maggiore (legge del maggiorasco), per cui gli altri figli venivano lasciati a bocca asciutta, mandati a fare il militare o il prete e le donne chiuse in convento pur di mantenere la continuità dal feudo, del castello, dei giardini, delle stalle, ovvero del potere su cui si basava la piramide sociale. (Dacia Maraini) 
Aggiungiamo noi che il riconoscimento del doppio cognome si estende anche ai figli delle persone omosessuali che contraggono matrimonio all'estero.
Essendoci una Legge che obbliga alla scelta del cognome e un non riconoscimento del matrimonio egualitario...forse il garbuglio sarebbe troppo intricato e un po' pericoloso, per una certa categoria di persone, sul fronte dei ricorsi.

Vi riportiamo in pillole cosa prevede il testo
A voi valutare quanto ci sia da lavorare in Italia sul fronte dei diritti. (By: Il Fatto Quotidiano)

Stop al patriarcato Piena libertà nell’attribuire il cognome. 

Alla nascita il figlio potrà avere il cognome del padre o della madre o il doppio cognome, secondo quanto decidono insieme i genitori. Se però non vi è accordo, il figlio avrà il cognome di entrambi in ordine alfabetico. Stessa regola per i figli nati fuori del matrimonio e riconosciuti dai due genitori. Ma in caso di riconoscimento tardivo da parte di un genitore, il cognome si aggiunge solo se vi è il consenso dell’altro genitore e dello stesso minore se quattordicenne. 

Figli adottivi 

Il principio della libertà di scelta, con qualche aggiustamento, vale anche per i figli adottati. Il cognome (uno soltanto) da anteporre a quello originario è deciso concordemente dai coniugi, ma se manca l’accordo si segue l’ordine alfabetico. Trasmissibilità del cognome 

Chi ha il doppio cognome può trasmetterne al figlio soltanto uno, a sua scelta. 

Cognome del maggiorenne 

Il maggiorenne che ha il solo cognome paterno o materno, con una semplice dichiarazione all’ufficiale di stato civile, può aggiungere il cognome dell’altro genitore. Se però nato fuori del matrimonio, non può prendere il cognome del genitore che non l’ha riconosciuto. 


Entrata in vigore differita 

Le nuove norme non saranno immediatamente operative. L’applicazione è infatti subordinata all’entrata in vigore del regolamento che deve adeguare l’ordinamento dello stato civile. Per provvedervi il ministero dell’Interno ha un anno di tempo. 
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SONO LA PECORA ROSA DELLA FAMIGLIA E SONO FELICE
Abbiamo letto questo bellissimo racconto e l'abbiamo tradotto per voi poiché la blogger chiede di condividerlo.
Ironico e veritiero...
Buona lettura!!

Le prime pecore furono addomesticate nell'8.900 a.C. In Irak, quando nemmeno si sapeva esistesse l'Irak e che allora si chiamava Mesopotamia. 
Prima di questa data, le pecore erano animali selvaggi che vivevano liberi nelle tundre o nei deserti o, in qualsiaso caso, che vivevano in quei posti, mangiando erba e pascolando piene di lana perchè a nessuno veniva in mente di togliergliela. 
Siamo soliti pensare che le pecore siano stupide, non so se per colpa della tv o dei films, o per le favole o per i disegni dei bambini da colorare. 
Però non è così, per niente. Fino ai 2 anni, quando le chiamiamo agnelli, è vero che sono un po' stupidine. Gli agnelli sono stupidi, ma le pecore no. Una pecora riconosce fino a 52 volti diversi, (è stato fatto uno studio su questo tema) ed hanno una memoria incredibile. Sto dicendo che io, senza pensare a chissá che, da sempre non distinguo Al Pacino da De Niro, cosìcche qui mi fermo affinché diate il giusto valore al fatto che sicuramente ci sono pecore più sveglie di me. 
Con l'erba e l'acqua potabile, le pecore producono una fibra che nessun scienziato è stato in grado di imitare con prodotti chimici. 
È stato imitato il cuoio, la pelle dei coccodrilli e dei serpenti, ma la lana delle pecore no, si è provato, ma non ci si è riusciti. 
Ci sono più di mille milioni di pecore sul pianeta e la stragrande maggioranza sono bianche. Ci sono sette milioni di persone sul pianeta e la maggioranza sono eterosessuali. 
Tutti hanno una sorella, una cugina, un nipote che è la pecora nera della famiglia. Quella che si mette sempre nei guai, che ruba nei negozi, che non si cura dei propri genitori quando sono anziani, che sparisce e viaggia per il mondo ed è inutile. 
E tutti parlano male di lei o di lui, di quanto faccia soffrire la propria madre, di quanto sia esule, ma ESISTE. 
In tutte le famiglie c'é anche qualche pecora rosa. 
La sorella, la nipote, la zia che è sola da sempre ma ha un'amica, molto amica, da sempre. Quella zia di Mostoles che ha 67 anni e divide il proprio appartamento da 40 anni con l'amica del cuore. Quel cugino che vive in Calle Pelayo e ha un bulldog francese muscoloso quanto lui. 
Pecore rosa. La pecora gay, lesbica, transessuale, la pecora bisessuale, la pecora diversa. La pecora di cui non si parla mai in famiglia, né la si critica nè si fanno domande perchè semplicemente è invisibile, NON ESISTE. 
Io sono nata pecora bianca fino al giorno in cui mi sono messa in acque pericolose e mi sono "bagnata" (letteralmente) ed ho scoperto quindi d'essere rosa, ma molto molto rosa. Ovvero, non un rosa pastello, no, un rosa forte, quasi fuxia, a volte quasi "zoccolo"... 
E poichè la vita dipende dal colore della lente con cui la guardi, io voglio raccontarvi come si vede la vita da questo prisma rosa che l'Universo ha pensato bene di concedermi. 

Alicia Rocafull scrittice e blogger si dedica all'attivismo Lgbt e alla difesa degli animali
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TESTIMONIANZA DI FIGLI DI OMOSESSUALI: FELICI E CELEBRI
Sembra essere il risultato, che tanto sta facendo parlare da un lato e, dall'altro viene messo a tacere, della ricerca australiana girata in rete in questi ultimi giorni. Sicuro è che le competenze genitoriali non siano appannaggio esclusivo di "portatori sani di eterosessualità" (?)e che qualcuna tra le Donne di Cuori sia genitrice di splendidi bambini e/o che abbia amiche lesbiche o amici gay rispettivamente madri e padri di bambini. 
Felici? 
Bambini e bambine dai 0 anni in su che giocano, studiano, brontolano di fronte all'assolvimento di compiti, faccende domestiche e responsabilità individuali, bambini che si arrabbiano, ridono, .., un elenco lungo e noioso. Così noioso che un qualsiasi genitore eterosessuale lo può riscontrare in qualsiasi figlio suo.
Comunque, dopo aver letto il risultato della fatidica ricerca, avide di conoscenza, abbiamo scandagliato in rete e trovato un articolo interessante che riassumiamo qui. 
Esistono celebrità, più o meno note al pubblico, cresciute da genitori omosessuali ed assolutamente felici!
Che grande scoperta!, si potrebbe pensare ma, in un clima come il nostro, ci piace rendervi partecipi di alcune curiosità.

Jodie Foster: attrice di fama internazionale, cresciuta dalla madre Brandy e dalla sua fidanzata, "zia Jo" e da tre zii, fratelli della madre.
Elisabeth Lorde-Rollins: laureata a Harvard, assistente Professore in pediatria, ostetricia e ginecologia, cresciuta dall'attivista Audre Lorde e dalla sua compagna, Frances Clayton.
Robert De Niro: attore indiscusso ed è notizia di quest'ultimo periodo che il padre abbia dichiarato la propria omosessualità, finora celata al mondo.
Daniela Sea: conosciuta soprattutto nel mondo lesbico come l'interprete FtM di The L Word cresciuta da genitori eterosessuali fino al divorzio, quando il padre si scopre e si dichiara gay.
Jena Malone: attrice, cresciuta dalla madre e dalla rispettiva fidanzata, Lahe Tahoe, fino all'età di dieci anni.
Rebecca Walker: cofondatrice dell'organizzazione femminista Third Wave e scrittrice, la cui madre, la famosa Alice Walker, autrice bisessuale, tra i suoi amori annovera la cantante Tracy Chapman.
Ally Sheedy: attrice americana di cinema e teatro e attivista a favore dei diritti civili, cresciuta da una madre lesbica.
(altro su taggmagazine.com)

Ora, stabilire la percentuale di incidenza positiva dei genitori omosessuali sulla carriera, successo e felicità dei sopra citati non ci è permesso sapere, ma siamo felici della loro felicità e di quella si tutti i bambini amati dai propri genitori. 
Anche i genitori eterosessuali che, siamo certe, fanno del loro meglio, a dispetto delle ultime ricerche scientifiche.
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LES INVISIBLES: LA RACCOLTA FOTOGRAFICA DI SÉBASTIEN LIFSHITZ SULLE COPPIE GAY DEL PASSATO

Regista e scenografo francese, dichiaratamente omosessuale, Sebastien Lifshitz racconta, con i suoi scatti, gli amori omosessuali di mezzo secolo fa.
Uomini e donne invisibili alla società del tempo, ma che di fronte all’obiettivo mostrano un’esistenza serena e consapevole di se stessi.
E con un click l'invisibilità si trasforma in visibilità.
Una raccolta di foto d'epoca che sprigionano tutta la propria forza negli amori che non hanno età.


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I FIGLI DELLE COPPIE GAY SONO PIU' FELICI
08.07.2014 
I figli delle coppie gay sono più felici e in salute degli altri MELBOURNE - I figli di coppie gay sono "più in salute e felici" rispetto a quelli cresciuti in famiglie "tradizionali" composte da un padre e una madre. Almeno, questa è la conclusione cui è giunto uno studio dell'Università di Melbourne, pubblicato sulla rivista scientifica Bmc Public Health, che sta scatenando nel mondo un grande dibattito, anche nella stessa comunità scientifica. "Si dice sempre che i bambini di genitori gay abbiano una vita più difficile perché senza un padre o una madre", ha detto il professor Simon Crouch a capo del team di ricercatori. "Ma la realtà, come dimostra il nostro studio, è diversa".Lo studio. I ricercatori hanno condotto la loro ricerca su un campione di 315 famiglie omogenitoriali in tutta Australia, per un totale di 500 bambini (l'80 per cento di essi con due "mamme", il 20 con due "papà"). E i risultati sono, per molti, sorprendenti: i figli di famiglie omogenitoriali sarebbero, secondo i calcoli scientifici dell'Università, del sei per cento più in salute di quelli con una mamma e un papà. Non solo: essi mostrerebbero una maggiore propensione alla coesione familiare. Mentre per quanto riguarda parametri come autostima, salute mentale e comportamentale non mostrerebbero alcuna differenza.Le motivazioni. Secondo Crouch, ciò è dovuto a una maggiore e migliore distribuzione di responsabilità e compiti all'interno di una famiglia con genitori omosessuali rispetto a quella "tradizionale". "In questo caso i genitori", ha scritto Crouch, "si dividono oneri e doveri non rispetto ai tipici stereotipi sessuali, ma semplicemente in base alle loro qualità e caratteristiche. Ciò contribuisce a sviluppare un clima più armonioso in casa e ha un impatto positivo sui figli e sulla loro salute".Il problema discriminazioni. Lo studio ha sottolineato tuttavia che l'aspetto che più nuoce sulla salute di bambini in famiglie omogenitoriali sono le discriminazioni, spesso inconsapevoli, alle quali il nucleo familiare è sottoposto, dalle offese alle lettere formali che si rivolgono ai genitori con "Signor, Signora". Ma le conseguenze di questo fenomeno sarebbero tuttavia limitate. In Australia, dove è stato condotto lo studio, l'11 per cento delle coppie gay e il 33 per cento delle coppie composte da due donne lesbiche ha almeno un bambino. - See more at: http://old.apocalisselaica.net/focus/diritti-umani-eutanasia-omofobia-e-sessismo/i-figli-delle-coppie-gay-sono-piu-felici-e-in-salute-degli-altri#sthash.BfHWNvvO.dpuf
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GESU' NON ERA GAY: ESPOSTO ALLA RAI
"I Giuristi per la Vita e l’associazione Pro Vita Onlus hanno deciso di presentare un esposto-denuncia contro la RAI alla Procura della Repubblica di Roma, al Presidente della R.A.I., alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi".

Così inizia il comunicato stampa. 
IL FATTACCIO: aver solo pensato, in uno sketch satirico, che Gesù fosse gay, mostrando un bacio di Cristo ad un Apostolo. (minuto 4:09)
E scatta la denuncia. (leggi qui)

Possiamo essere d'accordo o meno sui contenuti della satira in generale, ma soffermiamoci sull'ultimo paragrafo: "Il reato di offesa ad una confessione religiosa previsto dall’art. 403 del codice penale, vale solo per la fede musulmana, ebraica, sikh, indù, buddista o comprende anche quella cristiana?"
Mostrare un Gesù Cristo gay è offensivo. 
Sarebbe stato altrettanto grave se Gesù avesse baciato una donna? 
O è la musica di sottofondo che sottende una scena da matrimonio  a scandalizzare tanto così da apostrofare il video come "un blasfemo e sacrilego spot per le nozze gay"?
In realtà avremmo gradito che la denuncia fosse partita per il primo sketch che mostra uno stereotipo di genere scandaloso che legittima un uomo a chiudere la moglie nel bagagliaio di un'auto, sotto lo sguardo complice e compiacente del figlio e delle forze di polizia.
Ma dopotutto, nella maggior parte delle religioni, la donna deve star zitta e muta e se si ribella, è legittimo agire come meglio si crede.
Questa è la vera blasfemia!
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TORINO PRIDE: PATROCINIO DALLA REGIONE PIEMONTE
Monica Cerutti (Sel), assessore alle Pari Opportunità della giunta Chiamparino, l'ha promesso e domani ci sarà la conferma ufficiale:  il Torino Pride avrà il il simbolo della Regione Piemonte, assente dal 2010. 
I diritti erano stati al centro della campagna elettorale e questo è il primo risultato.
 "Siamo in sintonia con i cambiamenti che stanno arrivando dal piano nazionale, ma non staremo a guardare. Già nei prossimi mesi ci saranno degli interventi sul riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali"  ha affermato l'assessore Cerutti che si era impegnata in prima linea.
E sabato Torino sfilerà con lo slogan "La diversità è un diritto. L'uguaglianza è un dovere".

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VIENI CON NOI AL PRIDE

Ad una settimana dall'Onda Pride che ci vedrà numerose e numerosi nelle piazze italiane, invitiamo tutte le persone a partecipare con noi ai diversi gay pride, perché i Diritti non hanno orientamento sessuale né definizione di genere.
I Diritti sono di tutti.

 

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PROPOSTA DI MATRIMONIO A TUTTO SCHERMO DI MARTINA NAVRATILOVA 

Una proposta di matrimonio eclatante, quella di Martina Navratilova, che ha mostrato sul grande schermo, durante le semifinali maschili degli US Open, la proposta di matrimonio alla compagna Julia Lemigova .

Il tutto sostenuto dal caloroso applauso del pubblico. 

Inginocchiata davanti alla compagna: "Sono 6 anni che viviamo insieme e non posso immaginare la mia vita senza di te. Per favore, sposami".

"Ero molto nervosa. Però lei ha detto sì". 

Martina e Julia vorrebbero sposarsi in Florida, dove vivono, soprattutto ora che un giudice federale ha affermato che il divieto al matrimonio è incostituzionale, allineandosi così ai 19 Stati americani che hanno approvato il matrimonio egualitario.

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25 giugno 2014 

GIAPPONE: COSI' SI INSEGNA LA DIFFERENZA DI ORIENTAMENTO SESSUALE A SCUOLA

Capita in Giappone di trovare nella scuola secondaria Saitama Junior Hight School un poster come questo, in cui si mostrano le differenze di orientamento sessuale.
"Who will you come to like?" il titolo e si inserisce in un programma di informazione sulla salute mentale, emotiva e spirituale e dell' "Essere".
Il progetto nasce in seguito ad uno studio sul bullismo omofobico effettuato in Giappone nell'area di Tokio che ha dato risultati inquietanti: il 68% degli intervistati (dalla scuola elementare fino a quella superiore) ha subito delle discriminazioni.

Materiali informativi come questo vogliono essere utili per aumentare la conoscenza e soprattutto portare alla consapevolezza dei giovani che l'orientamento sessuale fa parte della natura umana.

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24 giugno 2014
200 AGENTI DI POLIZIA GAY E LESBICHE A BERLINO

L'Associazione Europea di Polizia Gay ha organizzato a Berlino una conferenza che si terrà fino a venerdì prossimo per la risoluzione delle discriminazioni all'interno dei diversi corpi di polizia nei confronti di agenti omosessuali e, in generale, contro le persone Lgbt.


Il riconoscimento da parte dei cittadini di rappresentanti della Polizia Lgbt, secondo i piani della conferenza, potrebbe portare a una minore discriminazione fondata sul mero pregiudizio delle persone Lgbt.
"Vogliamo dimostrare che siamo legittimi rappresentanti di Polizia e, di conseguenza, vogliamo che si abbia fiducia nella comunità Lgbt" ha affermato Marco Klingberg, vice Presidente dell'Associazione Lgbt tedesca.
Unico rammarico quello che non sia stato possibile aver alcun rappresentante di polizia Russa, a conferma dell'enorme tabù e discriminazione nei confronti di tutti i cittadini Lgbt.

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21 giugno 2014

CONTRO IL BULLISMO OMOFOBICO...E NON SOLO
La profezia di Dorian Gray

Stereotipi di genere raccontati in questo video per il progetto Le cose cambiano.

Ognuno di noi nasce maschio o femmina e da lí é come se la vita dovesse seguire un copione a cui attenersi.
Se cosí non é...sei additato come il diverso ed iniziano le complicazioni.
Scritto da Generazione Disadattata, il video affronta il tema del bullismo omofobico..e non solo.

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18 giugno 2014

DANIMARCA: PRIMO PAESE EUROPEO CHE DEPATOLOGIZZA LA TRANSESSUALITA'


Dal 1 ° settembre di quest'anno la Danimarca  consentirà a qualsiasi cittadino  e cittadina di età superiore ai 18  anni di sottoporsi al cambio di genere, senza nessuna pratica di sterilizzazione, previa domanda all’autorità competente,  6 mesi di “riflessione”  e  successiva conferma del richiedente.
All’atto conclusivo si potrà cambiare il genere sui documenti ufficiali.
Finora la Danimarca apparteneva al gruppo di Stati Europei la cui legislazione prevedeva la sterilizzazione chirurgica prima del cambio di nome, lasciando così in una sorta di “sospensione” un gran numero di persone, con la conseguente forzata esclusione dalla vita sociale ed economica.
Le recenti raccomandazioni internazionali, dettate anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità la settimana scorsa, che hanno  pubblicato un rapporto chiedendo l'eliminazione coercitiva della sterilizzazione forzata e dell’intervento chirurgico di riassegnazione del sesso, sono state assunte in toto dalla Legge danese che ha depatologizzato definitivamente la transessualità, ponendosi alla pari dell’Argentina che, finora, aveva la legislazione più avanzata sull’identità di genere.
"Come nel 1989, quando divenne il primo paese al mondo a legalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso, oggi la Danimarca sta aprendo la strada ad un altro cambiamento importante in Europa. Anzichè avere il potere sulla vita e sui delle persone, il Parlamento ha riconosciuto che si tratta di diritti che appartengono al singolo individuo " ha dichiarato Gabi Calleja, co-presidente del comitato esecutivo di ILGA-Europe.

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ATTACCO OMOFOBO A ULRIKE LUNACECK
E' notizia di ieri che l'eurodeputata austriaca Ulrike Lunaceck, leader dei verdi al Parlamento Europeo, abbia subito un attacco omofobo durante il gay Pride di Vienna.
Fortunatamente l'aggressore che ha spruzzato l'acido butirrico non è riuscito nel suo intento, danneggiando solo abiti e apparecchiature elettroniche dello staff che la stava intervistando in quel momento.
"Finora non abbiamo mai assistito ad un attacco durante il gay Pride. Questo episodio mostra che la lotta per la tolleranza, l'accettazione ed il rispetto non è ancora terminata in Austria" Omosessuali e transessuali devono combattere la paura e dimostrare non sono solo una parte della società, ma sono nella società".
Ulrike Lunaceck, lesbica dichiarata ed autrice del Rapporto Lunacek che impegna la Commissione Europea ad una serie di azioni concrete e positive nei confronti dei diritti LGBT, è stata oggetto, ai tempi della risoluzione dello stesso, di una pesante campagna denigratoria da parte della destra radicale e cattolica di molti Paesi europei, tra cui l'Italia che l'ha tacciata anche di essere vicina al mondo della pedofilia.
A Ulrike Lunaceck la nostra totale solidarietà ed il ringraziamento per essere sempre in prima linea nella lotta per i diritti di tutti.

Inviato speciale nel mondo in materia si diritti LGBT

Ed Markey, senatore del Partito Democratico del Massachusetts, ha presentato un disegno di Legge che prevede la "creazione" di un inviato speciale nel mondo in materia si diritti LGBT, che si occupi della promozione dei diritti umani in materia di differenza sessuale.
Il disegno di Legge, malgrado l'appoggio di altri 20 democratici, dovrà affrontare un iter difficilissimo prima della sua approvazione, ma vuole essere la risposta alla ripresa della violenza nei confronti della comunità LGBT in molti Pesi del mondo.




"Per gli Stati Uniti è importante essere fedeli all'impegno assunto in difesa dei diritii umani di tutte le persone nel mondo e quindi dobbiamo essere al fianco della comunità LGBT nella lotta per il riconoscimento dell'uguaglianza ovunque" ha affermato il Senatore.
Il Disegno di Legge prevede l'elaborazione di una strategia globale per prevenire la discriminazione e la violenza contro le persone LGBT.

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ROMA: LA CONSULTA HA DECISO CHE IL MATRIMONIO RIMANE VALIDO ANCHE SE UNO DEI DUE CONIUGI CAMBIA SESSO

12 GIUGNO 2014

La vicenda di Alessandra Bernaroli ha fatto sì che la Consulta si dichiarasse in merito alla validità del matrimonio tra due coniugi nel caso che uno dei due cambiasse sesso.
Recandosi in Comune per il cambio nome, scopre che il proprio stato civile è stato modificato e, in accordo con la coniuge, fa ricorso.
Così succede che in Italia, in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso, per la prima volta viene riconosciuto, con annessi i diritti che garantisce. 

La Consulta, infatti, dopo il ricorso presentato dalla coppia bolognese, si esprime a riguardo dichiarando illegittimo l'atto di cancellazione del matrimonio ed evidenziando, di conseguenza, il vuoto normativo che questa vicenda porta con sè. "Se uno dei due coniugi cambia sesso nella parte in cui consente ove entrambi lo richiedano, di mantenere in vita un rapporto di coppia giuridicamente regolato con altra forma di convivenza registrata".
La Corte segnala un vuoto normativo e la sentenza contiene un invito espresso al legislatore perché provveda nella direzione di forme di convivenza legalmente riconosciute, "una forma alternativa che consenta ai due coniugi di evitare il passaggio da uno stato di massima protezione giuridica ad una condizione, su tal piano, di assoluta indeterminatezza"

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ARGENTINA: CUSTODIA DEI NIPOTI AD UNA DONNA TRANSESSUALE

12 GIUGNO 2014

Una storia familiare di violenza quella dei minori  Micaela (12 anni), Josè (10), Sheila (8) e Fabricio (3) che hanno perso la madre un anno fa,  per mano del proprio padre, Hugo Buyutti. L'uomo pugnalò la moglie e poi si suicidò, lasciando orfani i piccoli.

E così Silvina Buyutti, sorella dell'uomo, ha immediatamente iniziato tutte le procedure per ottenere la custodia dei nipoti, momentaneamente affidati alla nonna.

"Questi ragazzi sono la responsabilità più grande che io abbia" ha dichiarato la donna dopo la sentenza positiva.

 Insegnante di professione, Silvina ha ottenuto l'affidamento dei piccoli in un Paese che ha approvato il 9 maggio del 2012 una Legge (Legge di identità di Genere)  contro le discriminazioni nei confronti delle persone Transessuali e che le ha permesso, in primis, di accedere all'appropriazione di una nuova identità, poi alla partecipazione ad un concorso per poter lavorare come insegnante ed ora l'affidamento dei nipoti.

Pedro Paradiso Sottile, segretario e coordinatore di CHA (Comunità Omosessuale Argentina) ha dichiarato: "Condividiamo la felicità di Silvina e dei suoi nipoti per il riconoscimento della sua famiglia attraverso un atto di giustizia. Siamo orgogliosi di continuare a lottare per il rispetto ed il riconoscimento di famiglie diverse, dei diritti dei bambini, bambine e adolescenti quali titolari di diritti, rompendo così i vecchi paradigmi si esclusione e di discriminazione che storicamente violano i nostri fondamentali diritti umani".

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ANDALUSIA: NUOVO ACCORDO POLITICO A FAVORE DELLE PERSONE TRANSESSUALI

11 GIUGNO 2014

"La Transessualità non è un fenomeno attuale. C'è sempre stata in tutte le Culture dell'Umanità..."Questo è il primo paragrafo che appare all'inizio della proposta Legge globale per la non discriminazione sulla base della identità di genere e il riconoscimento dei diritti delle persone transgender dell'Andalusia. L'Andalusia sarà in Europa la prima regione europea che approverà una Legge rivoluzionaria riguardante la Transessualità. Il progetto di Legge a favore delle persone transessuali, presentato il gennaio scorso, trova finalmente oggi le condizioni ottimali per la sua approvazione. L'ATA (Associazione Transgender Amdalusia)  aveva corretto e approvato quello che sarà il futuro testo legislativo.
 La Legge sarà una pietra miliare in tutto lo Stato Spagnolo e permetterà alle persone transessuali d'essere considerate a pari condizioni come gli altri cittadini e cittadine.

Punto chiave della Legge è la depatologizzazione della Transessualità e l'autodeterminazione di genere.
Articolo 6.2: "Nessuno può essere costretto a sottoporsi al trattamento, procedura d'esame medica o psicologica che limiti la propria libertà di autodeterminazione di genere."Articolo 10.1: "Al fine di promuovere una migliore integrazione ed evitare una sofferenza all'esposizione pubblica o a discriminazione, l'Andalusia fornisce a chiunque ne faccia richiesta, le credenziali corrispondenti alla propria identità di genere necessarie per l'accesso ai servizi amministrativi di ogni tipo".In pratica alle persone transessuali verrà fornita una carta identificativa nella quale apparirà il nome ed il genere sessuale liberamente scelto che permetterà loro di accedere a qualsiasi servizio, nel rispetto della persona. Documento, questo, che servirà nel periodo di transizione, fino a completa rettifica della carta d'identità.
Articolo 11 2. "Ogni individuo ha diritto al più alto livello possibile di salute fisica e mentale, senza discriminazione o segregazione basata sull' identità di genere".
Articolo 19.3. "Si riconosce il diritto dei e delle minori transessuali allo sviluppo fisico, mentale, spirituale e sociale in modo sano e appagante e in condizioni di libertà e dignità. Ciò include l'identificazione e lo sviluppo della propria identità di genere, e il diritto di ricevere la documentazione di cui all'articolo 10".
Articolo 19.6. I minori, ai sensi della presente legge, hanno pienamente il diritto di ricevere l'assistenza sanitaria necessaria a garantire uno sviluppo equilibrato e sano delle identità di genere, con particolare attenzione alla fase della pubertà".

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"GESU' NON HA MAI CONDANNATO I GAY. NON SARO' IO A FARLO"

9 GIUGNO 2014


In un'intervista alla CNN, il pastore Carl Lentz ha pronunciato queste parole ed ha invitato le congregazioni cristiane pentecostali ad accogliere e integrare nelle proprie comunità le persone gay e lesbiche.
Rincara la dose aggiungendo che "Gesù era nel bel mezzo di un'epoca in cui l'omosessualità, così come lo è oggi, era ampiamente diffusa.. Sto ancora aspettando che qualcuno mi mostri la citazione dove Gesù condanna l'omosessualità. Non la troverete perchè non lo ha mai fatto".
Rincara la dose aggiungendo che "Gesù era nel bel mezzo di un'epoca in cui l'omosessualità, così come lo è oggi, era ampiamente diffusa.. Sto ancora aspettando che qualcuno mi mostri la citazione dove Gesù condanna l'omosessualità. Non la troverete perchè non lo ha mai fatto".

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LA MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ISRAELIANA SPOSA DUE RAGAZZI GAY

9 GIUGNO 2014


"...nessun potere sulla terra può porre il veto all'amore o intromettersi in una coppia che desidera unirsi per la vita"
Queste le parole del ministro della Giustizia d'Israele Tzipi Livni che ha unito in matrimonio, lunedì scorso, una coppia gay, secondo il rito ebraico.La donna ha reso noto l'evento nella sua pagina Facebook, postando la foto del suo matrimonio (di 30 anni fa) affiancata a quella del matrimonio da lei celebrato. Una presa di posizione chiara e pubblica per mostrare la sua felicità di allora e quella dei due ragazzi gay.Qualcuno ha letto questo atto come provocazione alla Legge e alle tradizioni ebraiche, ma la ministro ha sottolineato che ".. l'ebraismo è aperto, accetta e rispetta tutte le persone che sono state create ad immagine di Dio"

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IL SINDACO DI NEW YORK HA MARCIATO AL PRIDE DI NEW YORK

5 GIUGNO 2014
Per la prima volta un sindaco di New York marcia al Gay Pride nella Contea di Queens.
"Questa manifestazione ha un significato importante per New York. E' una celebrazione di vita, di diversità, di inclusione, di forza e di tutto il meglio per cui si è lottato in questa città". Queste le parole del sindaco Bill de Blasio al termine del Pride.
De Blasio ha avuto un ricordo speciale per Julio Rivera, un barista gay che è stato ucciso nel 1991, dopo aver ricevuto un tremendo pestaggio a Jackson Heights.
Insieme a De Blasio sono scesi in piazza diversi rappresentanti dell'amministrazione comunale, a dimostrazione dell'impegno di NY per la comunità LGBT.

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IL PRINCIPE E IL TESORO

4 GIUGNO 2014

Esce negli Stati Uniti il libro "The Princes and The Treasure" di Jeffrey Miles, racconto per bambini per avvicinare ed educare i bambini all'uguaglianza.
L'autore, professore gay, racconta che da piccolo vide, in una festa tenuta in un parco di attrazioni, ballare un principe ed una principessa e si rese conto che avrebbe voluto vedere altro.
Due principi?
Due principesse?

La storia parla di due principi in missione per conquistare una principessa, ma il destino vuole che, durante le diverse peripezie, i due si innamorino perdutamente, l'uno dell'altro.
Il finale vien da sè, come in tutte le più belle favole: "E vissero per sempre felici e contenti".

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NEL MESE DEI MOTI DI STONEWALL, IL DISCORSO DI BARACK OBAMA
1 GIUGNO 2014 
 
"Grazie ai progressi che si stanno diffondendo da Stato a Stato , considerato che la giustizia è amministrata dalle aule dei Triibunali e tenuto conto delladignità e del rispetto con cui vengono trattati molti dei nostri connazionali, la nostra Nazione sta divenendo non solo sempre più tollerante, ma anche più egualitaria.
...
Nel mese dell'Orgoglio di Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali festeggiamo la vittoria della libertà e della giustizia impegnandoci a completare il lavoro rimanente.
...
La mia Amministrazione si alza in piedi accanto a tutti coloro che lottano per i diritti delle persone LGBT . Questa Amministrazione ha rafforzato le leggi contro la violenza nei confronti delle persone americane LGBT, ha preso provvedimenti per prevenire il bullismo e le molestie.
...
Il nostro impegno per la promozione della parità della comunità LGBT si estende ben oltre i nostri confini . In molti luoghi nel mondo le persone LGBT devono affrontare la persecuzione, l'arresto o l'esecuzione a morte, anche sotto il benestare dello Stato. Questo è inaccettabile .Gli Stati Uniti invitano tutte le nazioni ad unirsi nella difesa dei diritti umani universali dei nostri fratelli e sorelle LGBT.
..
Io, Barack Obama, Presidente degli Stati Uniti d'America , in virtù dell'autorità conferitami dalla Costituzione e dalle leggi degli Stati Uniti, proclamo giugno 2014 come il mese dell'Orgoglio di lesbiche, gay, bisessuali e Transessuali. Invito tutte le persone degli Stati Uniti a rimuovere i pregiudizi esistenti per celebrare la grande diversità del popolo americano "

Queste le parole del Presidente degli Stati Uniti nel mese dell'Orgoglio LGBT.
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 LA STORIA DI ROMEO CLARKE
LONDRA, 10 MAGGIO 2014
"Lasciate che i bambini vengano a me".
Romeo Clarke ha 5 anni e viene cacciato dall'oratorio.
La sua colpa?
Amare vestirsi come una principessa.
Ama il color rosa e gli abiti femminili, lo smalto e i fermagli per capelli. Non importa se sia una sorta di emulazione nei confronti delle tre sorelle, o se proprio lui si senta meglio in abiti femminili.
Lui è così e così vuole essere.
Alla madre di Romeo è stato riferito che il piccolo non è il benvenuto in Chiesa ed in oratorio finchè si ostinerà ad atteggiarsi e vestirsi da bambina.
La madre per tutta risposta non capisce questo rifiuto e si limita ad osservare la felicità del figlio, mentre il padre, Winston Morris, aggiunge: "Non mi importa che vestito metta. Può essere quello che vuole essere".
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IL VIDEO CHE DIFENDE I DIRTTI LGBT IN INDIA
07 MAGGIO 2014 
La United Free and Equal delle Nazioni Unite promuove il video "The Welcome " affrontando con allegria e ironia  e tanto, tantissimo colore il tema del coming out e dell'omosessualità. 
Ambientato in India, dove l'omosessualità è reato ed illegale perchè definita “contro natura”, il video racconta dei preparativi di una famiglia in attesa del ritorno del figlio con la persone di cui è innamorato.
E lui torna sì, ma accompagnato da un uomo, anzichè da una donna.
La reazione severa della mamma, ma successivamente le parole della canzone "You and me. Me and you, are now unstoppable. So please don't hesitate, you are always "Welcome" to my home"  (Tu ed io. Io e te., ora siamo inarrestabili. Così ti prego non esitare, tu sei sempre il Benvenuto in casa mia) cambiano completamente lo scenario.
Una storia a lieto fine, ben lontana dalla reale situazione indiana la cui legislazione, in tema di omosessualità, si rifà all'articolo 377 del Codice penale indiano, che a sua volta si riferisce ad una norma che risale al periodo colonniale britannico che criminalizzava l'omosessualità e la defiiva "pratica contronatura" con pene più o meno gravi e che prevedono anche l'ergastolo.
Speriamo che questo video riesca a sensibilizzare parte della popolazione e possa portare ad un reale cambiamento culturale.
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NOZZE GAY, IL SINDACO DI GROSSETO "CI ADEGUIAMO". MA LA PROCURA IMPUGNA LA SENTENZA
10 APRILE 2014

Ieri il tribunale ha ordinato la trascrizione nel registro di stato civile di un matrimonio celebrato a New York  e il primo cittadino non si è opposto. Ma interviene il procuratore Verusio. "Esiste una sentenza della Cassazione che dice che non si può fare". La Cei: "Gravi interrogativi"



Nozze gay, il sindaco di Grosseto: "Ci adeguiamo". Ma la procura impugna la sentenza      I due sposi (foto Il Tirreno)
Nozze gay, "il Comune di Grosseto, che a suo tempo ha scelto di non opporsi al ricorso presentato dalla coppia dopo il rifiuto dei nostri uffici, si adeguerà da subito alle decisioni del tribunale senza alcuna opposizione". Lo spiega il sindaco di  Emilio Bonifazi dopo l'ordinanza con cui il tribunale di Grosseto ha ordinato la trascrizione nel registro di stato civile il matrimonio celebrato a New York fra due uomini, Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci. Una decisione che ha suscitato la reazione della Cei che parla di decisione che suscita "gravi interrogativi" e di "strappo", "pericolosa fuga in avanti". Per i vescovi "il matrimonio è l'unione tra un uomo e una donna".
LA PROCURA IMPUGNA LA SENTENZA Il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio annuncia, però, che impugnerà la sentenza del tribunale. "Per fortuna esiste una sentenza della Cassazione che dice chiaramente che non si puo' fare. Stiamo predisponendo le motivazioni della nostra impugnazione in appello che sarà fatta il prima possibile".
"Finalmente - aggiunge invece il sindaco Bonifazi - arrivano indicazioni chiare ed inequivocabili sulle modalità alle quali gli ufficiali di stato civile devono attenersi di fronte a richieste come quella formulata da Giuseppe e Stefano. D'altra parte non spetta ai singoli Comuni ma allo Stato emanare norme precise in materia. L'auspicio è che il Parlamento italiano arrivi presto ad una legge nazionale che possa finalmente fare chiarezza". "La decisione del tribunale di Grosseto - spiega Bonifazi - costituisce un precedente storico nel riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso in Italia. Siamo consapevoli della portata di questa decisione, che ci consente di superare gli ostacoli e le difficoltà emersi fino a questo momento a causa della mancanza di norme chiare alle quali attenersi".
LA REAZIONE DELLA CEI La decisione del Tribunale di Grosseto "suscita gravi interrogativi e non poche riserve", sottolinea la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana. "Riteniamo che, al di là degli aspetti tecnici da approfondire adeguatamente in tutte le sedi competenti, sia doveroso da parte nostra sottolineare alcune questioni di fondo.
Con tale decisione - dicono i vescovi - rischia di essere travolto uno dei pilastri fondamentali dell'istituto matrimoniale, radicato nella nostra tradizione culturale, riconosciuto e garantito nel nostro ordinamento costituzionale. Il matrimonio è l'unione tra un uomo e una donna, che in forma pubblica si uniscono stabilmente, con un'apertura alla vita e all'educazione dei figli".
Per la Cei "il tentativo di negare questa realtà per via giudiziaria rappresenta uno strappo, una pericolosa fuga in avanti di carattere fortemente ideologico. In tal modo perfino si riducono gli spazi per un confronto aperto e leale tra le diverse visioni che abitano la nostra società plurale".
LA REGIONE TOSCANA L'ordinanza con cui il tribunale di Grosseto ha ordinato al Comune la trascrizione nel registro di stato civile del matrimonio celebrato a New York fra due uomini è "un  segnale che dice alla politica di affrontare prima possibile questo tema", affinche "questioni così delicate non siano lasciati alla responsabilità di alcuni tribunali". Lo ha affermato Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana con delega alle pari opportunità, a margine di un'iniziativa sull'usura a Firenze.
"Le sentenze sono abituata a rispettarle - ha detto - ma questo non ci impedisce di dire che temi di questa delicatezza debbano essere affrontate in altre sedi, quelle della politica.
Certamente, se la politica non si assume la responsabilità di decidere, noi ci troveremo davanti a una serie di decisioni a volte magari anche contrastanti, che sicuramente non aiuano ad affrontare in modo organico un tema così delicato". Saccardi ha quindi ricordato che "il tema dei diritti civili è sempre stato presente sia nella campagna elettorale di Matteo Renzi per le primarie, sia tra i primi obiettivi di governo".
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03 APRILE 2014

È ARRIVATO IL TERZO SESSO! - L’ALTA CORTE AUSTRALIANA RICONOSCE LO STATUS DI NORRIE. NÉ MASCHIO, NÉ FEMMINA: “NEUTRO”

Nato maschio, diventato donna con un’operazione chirurgica, ha poi interrotto la cura di ormoni, fermandosi a metà. Sui documenti aveva fatto scrivere “sesso non specificato” e ora ha vinto la sua battaglia legale - Esultano le associazioni per i diritti transgender: “E’ una svolta storica. Gli androgini sono molti più di quanto si creda. Un individuo su duemila nasce con una sessualità non definita”…               

Enrico Franceschini per "la Repubblica"
NORRIE MAY WELBY DOCUMENTONORRIE MAY WELBY DOCUMENTO
Maschile, femminile e neutro: come i generi che si usano per studiare il latino a scuola. Ora però servono a definire legalmente il genere delle persone in Australia. Norrie May Welby, 52 anni, nato maschio in Scozia, emigrato a Sidney a sette anni con i genitori, diventato donna con un'operazione chirurgica e poi né l'uno né l'altro in seguito all'interruzione di una cura di ormoni, adesso è stato riconosciuto ufficialmente come appartenente al terzo sesso. Il verdetto della Corte Suprema australiana, viene salutato dalle associazioni transgender e dai gruppi per i diritti civili come un fondamentale passo avanti per la difesa delle minoranze sessuali.
La gente dovrebbe venire riconosciuta per quello che è e poter partecipare alla vita sociale fuori da etichette e discriminazioni », è stato il suo primo commento secondo quanto riporta il quotidiano The Australian. Norrie si batteva da anni per non essere identificato né come maschio né come femmina. E per questo è diventato in tutto il mondo un simbolo del "terzo sesso". Non si era mai sentito a suo agio nei panni di un uomo.
Tuttavia, dopo l'intervento per cambiare sesso, non era stato bene neanche in quelli di una donna. A quel punto ha smesso di fare le cure di ormoni femminili che gli erano state prescritte e si è sottoposto a una nuova operazione per «non avere alcun genere sessuale predefinito».
Da quel momento si definisce sessualmente come "neutro". L'Ufficio dell'Anagrafe di stato si era però opposto a catalogarlo come tale, o meglio come "non specifico", nella casella corrispondente al sesso sui documenti e nelle altre necessarie registrazioni previste dalla legge, nonostante il fatto che qualche anno fa l'Australia avesse emesso su richiesta di un suo cittadino il primo passaporto ad una persona dal sesso indeterminato su cui figurava un X al posto della dicitura "maschio" o "femmina".
In un primo momento l'Anagrafe gli aveva rilasciato un certificato in cui il suo sesso risultava "non precisato", ma successivamente lo aveva annullato dopo aver ricevuto una consulenza legale secondo cui tale documento non poteva essere ritenuto valido. Norrie ha allora fatto causa all'Anagrafe e il caso è finito fino al più importante organo giudiziario nazionale. Sulla base della decisione originale riguardante il passaporto con la X, l'Alta Corte ha stabilito che la legge australiana riconosce che le persone possano non essere né uomini né donne e vengano dunque identificate come "neutre" riguardo alla loro sessualità.
«L'Alta corte è il più alto tribunale che abbiamo e ha riconosciuto in modo molto chiaro che nella nostra comunità vi sono persone con identità di genere non binaria, che hanno diritto di essere riconosciute legalmente», commenta Sam Rutheford dell'organizzazione "A Gender Agenda".
Per le associazioni transgender e intersex si tratta di una svolta storica. Quella di Norrie, osservano, non è una stravagante eccezione: gli androgini sono molto più numerosi di quanto si creda, un individuo ogni duemila nasce non completamente maschio né completamente femmina dal punto di vista sessuale.
Nell'antichità, in particolare in certe culture orientali, gli ermafroditi erano una minoranza diffusa e accettata più di oggi, ma ora la situazione si sta evolvendo con il riconoscimento di nuovi diritti per chi si riconosce in questa identità. In un teatro di Londra va in scena proprio in questi giorni lo spettacolo di Xxxora, un ermafrodita che difende la propria scelta di non essere né uomo né donna. Non solo maschio, non solo femmina, ma neutro.

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